Gli occhi sono molto importanti e vanno sempre protetti al meglio. Accompagnano il nostro mondo e lo spazio in cui viviamo dalla nascita e per questo devono essere sempre preservati da danni, infezioni o malattie. Fin dal primo giorno di vita sono sensibili alla luce e anche se si impara col tempo a mettere a fuoco e a distinguere colori e forme (4 mesi di vita) ci aiutano fin da subito a capire l’ambiente.
Un po’ è dovuto all’alimentazione disordinata ed eccessiva, tipica dei paesi ricchi, un po’ alla trasmissione genetica del problema che si diffonde a macchia d’olio, ma certo è che l’allarme colesterolo alto nei bambini è una drammatica realtà, che può degenerare fino a causare attacchi cardiaci anche in giovanissimi (8-10 anni).
Primavera, tempo di allergie, lo sanno tutti. E sanno anche che la colpa è dei pollini, delle infiorescenze, insomma delle piante. Eppure, paradossalmente, non è la campagna che fa registrare i record di persone allergiche ma sono le città. Le grandi città, per essere esatti.
Si chiama SILS, Single Incision Laparoscopic Surgery (chirurgia laparoscopica con una singola incisione), ed è l’innovativa idea chirurgica per eseguire operazioni all’addome col minimo rischio possibile. Infatti, si incide attraverso l’ombelico, cicatrice comune per tutti e già esistente, in modo da non dover lasciare altri segni sulla pelle.
Inizia con un bruciore alla zona genitale e prosegue con un dolore che aumenta sempre più, che si fa profondo e insopportabile e che rende impossibile non solo il rapporto sessuale ma anche indossare dei pantaloni appena più aderenti del solito. Si chiama vestibolite, una malattia intima femminile che si riconosce sempre con troppo ritardo!
Una ricerca lunga 36 anni, uno studio incredibilmente dettagliato condotto da cardiologi danesi di Copenhagen ha seguito oltre 20.000 soggetti (uomini e donne) di diversa età, in parte sportivi abituati a correre costantemente in parte persone sedentarie o corridori occasionali. I risultati sono davvero sorprendenti.
Un’ischemia alla nascita, un’arteria che si chiude e un aneurisma che si gonfia e cresce con lui. Questa la terribile sorte toccata a un bimbo di 7 anni che è arrivato al policlinico Le Scotte di Siena in condizioni disperate. L’aneurisma infatti era sul punto di rottura e lo avrebbe aspettato una morte certa in pochi minuti. Si è allora tentato il tutto per tutto per salvarlo.
Una volta erano scambi tra amici, “soffiate” interessanti su prodotti da prendere per dormire meglio, per calmare le ansie da esame o per studiare tutta la notte. Oggi sono i genitori stessi a somministrare ai figli gli psicofarmaci, senza prescrizione medica e senza criterio, creando danni inimmaginabili.
Sarebbe l’impulsività congenita a condurre alcuni soggetti, prima e più che altri, al consumo di droghe e alcolici con il rischio che diventino dipendenti e dunque malati. Lo ha scoperto uno studio inglese che ha analizzato l’attività della zona frontale del cervello in alcuni adolescenti.
Si chiama Paliperidone Palmitato, ed è un antipsicotico con una formula innovativa (a rilascio prolungato) con somministrazione mensile, da oggi disponibile anche nel nostro paese.
Attente come i gatti? Forse, e per merito della natura! Le donne avrebbero le pupille più grandi di quelle degli uomini … lo dichiara uno studio dell’Universita’ di Valencia in Spagna, che viene pubblicato in questi giorni.
Per eliminare per sempre i problemi legati alla dentiera (irritazioni, infezioni, spostamenti dell’impianto mobile) sta prendendo sempre più piede la tecnica della dentiera fissa, impiantata direttamente su supporti inseriti dentro l’osso.
Fa paura. Molta paura. Al punto che tanti preferiscono tenersi il malanno pur di non rischiare di sentirsi dire: “Deve sottoporsi a intervento chirurgico”. No, non parliamo della paura del bisturi, ma della paura dell’anestesia. Proprio così, nel nostro paese il semplice atto di addormentarsi fa più paura del taglio del chirurgo… e ciò perchè spesso si sentono in TV storie di errori fatali e di persone che non si svegliano più dall’anestesia.
Una ricerca proveniente dall’Australia (Università di Sydney) ma condotta dalla specialista olandese Hidde Van der Ploeg ha evidenziato un legame tra la vita sedentaria e una possibilità di morte precoce negli adulti di età compresa tra 35 e 45 anni.