Sclerosi Multipla: nelle Marche si sperimenta la cura del prof. Zamboni sui malati

Pubblicato il giugno 6th, 2010 da Giovanna Manna
Sclerosi Multipla: nelle Marche si sperimenta la cura del prof. Zamboni sui malati

La regione Marche è la prima a sperimentare la cura del professore Paolo Zamboni.
A Civitanova si è tenuto un convegno molto importante intitolato “Ccsvi e Sclerosi multipla – proviamo a capire la Grande Idea” dove è stata presentata la sperimentazione.

Allo studio del prof. Zamboni manca solo l’autorizzazione della Regione e poi la sperimentazione potrà partire in maniera ufficiale.

Il merito della terapia, oltre ad andare allo scopritore, va alla fondazione Carima che si è occupata dei finanziamenti in quanto ha donato circa 100 mila euro affinché il progetto potesse essere sperimentato sui malati.

La somma è significativa anche per il fatto che sancisce la presenza di persone che credono nello studio e ripongono fiducia nell’esperienza e nell’intelligenza del dottore ferrarese.

Renzo Borroni, direttore della fondazione, dice di aver finanziato con molto entusiasmo l’acquisto dell’ecodoppler, strumento essenziale per la diagnosi della malattia. La sua speranza è quella di poter finanziare ancora il progetto e altri progetti che portino a passi in avanti nelle cure.

I pazienti coinvolti nella sperimentazione saranno circa 250.

La ricerca del professor Zamboni ha portato a sviluppare alcune convinzioni. La prima fra tutte quella che la condizione che porterebbe allo sviluppo della malattia deriverebbe dal restringimento dei vasi e ad un conseguente troppo lento drenaggio del sangue proveniente dal cervello. Ciò provocherebbe così accumuli anormali di ferro, e per tale motivo il ricercatore, avrebbe pensato di concentrare la sua attenzione proprio sui vasi sanguigni, cause scatenanti dell’aggravarsi della malattia. Intervenendo su di essi si potrebbero evitare alcuni danni importanti ed alleviare sia i sintomi che i dolori. Bisogna intervenire, riportando i vasi alle dimensioni originarie grazie ad un palloncino.

Si spera che la terapia funzioni e che possa curare tante persone che da anni combattono contro questa malattia.

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