Donando un rene non si rischia la vita
Pubblicato il marzo 12th, 2010 da Giovanna Manna
Secondo una ricerca scientifica pubblicata dal Journal of the American Medical Association, donando un rene non si rischia la vita.
Infatti, lo studio ha dimostrato che su ogni 10 mila donatori ci sono state solo 3 morti nei primi tre mesi, un numero considerato poco più alto delle morti naturali.
Inoltre avere oltre i 50 anni ed essere in sovrappeso non aumenta il rischio di morire prematuramente.
Il dottor Dorry Segev, della Johns Hopkins University School di Medicina di Baltimora, coordinatore dello studio durato oltre 10 anni ha spiegato che 80.347 donatori di rene, sono stati monitorati e paragonati a un altro campione di 9mila non-donatori, per giudicarne le condizioni di salute e il tasso di mortalità.
Il risultato dello studio ha dimostrato che, tra donatori e non donatori non emergevano differenze significative, circa la conduzione della vita. Tutti dimostravano la medesima longevità e salute.
Nel periodo più delicato dei 90 giorni dopo l’espianto, si sono registrate 25 morti, ma su 80.347 pazienti. Inoltre si è potuta verificare una maggiore vulnerabilità tra i donatori maschi, afro-americani o ispanici.
Si può, pertanto, vivere con serenità e nel migliore dei modi anche con un rene solo.
Un rene, nel caso di donazione, riesce a svolgere da solo l’attività di depurazione dell’organismo, senza sentire la mancanza dell’altro, e anche se si ipertrofizza, cioè si ingrandisce non viene compromessa in nessun modo la situazione, o si subisce uno stress maggiore.
Dunque una pratica da seguire se si pensa che donando un rene ad una persona che ne abbia bisogno si trasforma nell’affrancamento dalla dialisi e nel salvargli in qualche caso la vita.
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